domenica 13 gennaio 2008

James Bredan Connolly, il primo campione olimpico dell'era moderna

Il primo vincitore di un titolo in una competizione nella storia delle Olimpiadi moderne fu l'americano James Bredan Connolly (vedi foto a fianco tratta dal sito www. olympic.org). Nato a Boston il 28 ottobre del 1868 in una povera e numerosa famiglia cattolica di origine irlandese, completò la sua formazione scolastica frequentando prima la Notre Dame Academuy e poi la Mather and Lawrence grammar school. A causa della povertà della famiglia non potè iscriversi alla high school ma fu costretto a lavorare prima come impiegato in una compagnia di assicurazioni a Boston e successivamente entrò nel genio dell'esercito degli Stati Uniti a Savannah in Georgia. Il suo amore e talento per lo sport e l'impatto sulla vita sociale della comunità divennerò ben presto evidenti. Invitato nel 1891 ad una riunione speciale della Catholic Library Association (CLA) di Savannah, James si rivelò determinante nel fondare la squadra di football, tanto che gli furono affidati i galloni di capitano. Iniziò poi a scrivere di sport per il "Lamplight", un settimanale locale per cui veniva pagato cinque dollari a settimana. Durante l'estate del 1892 venne anche nominato capitano della squadra ciclistica della CLA. Non del tutto soddisfatto della sua posizione sociale, Connolly decise anche di recuperare gli anni persi della high school studiando da autodidatta. Nel mese di ottobre 1895, si presentò per l'esame d'ingresso alla Lawrence Scientific School e venne accettato al corso di letteratura classica alla Harvard University. Nel frattempo un infortunio riportato durante una partita di football lo convinse a dedicarsi all'atletica, sport che per lui non era certo una novità dal momento che nel 1890 aveva vinto la gara del salto triplo ai campionati dilentantici degli Stati Uniti come membro della Trimounth Athletich Club di South Boston. Nel 1894, con la fondazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) da parte di Pierre de Couberten, venne decisa la prima edizione delle moderne Olimpiadi che si dovevano svolgere ad Atene tra il 6 e il 15 aprile del 1896. James B. Connolly, fermamente convinto di partecipare, fece richiesta di assenza per quel periodo al presidente della commissione delle attivitità sportive, il professor William J. Bingham, ma venne respinta a causa del suo scarso rendimento scolastico. Lui stesso riferì in seguito che, le stesse autorità universitarie gli consigliarono, che se avesse voluto partecipapre ai giochi, di ritirarsi dall'università e di presenterare di nuovo domanda d'ammissione se avesse voluto proseguire gli studi. La sua risposta fu: "Io non mi ritirerò e non farò domanda di amissione. Io con Harvard la finisco adesso. Buon giorno! Non è molto chiaro cosa avvenne in realtà in questa situazione, ma da quello che risulta dagli annali dell'universtà, Connelly presentò una richiesta di ritiro onorevole che gli venne concessa il 19 marzo 1896, appena in tempo per iscriversi al piccolo Suffolk Athletic Club della sua città natale e imbarcarsi per l'Europa e poter così partecipare alle Olimpiadi. Nel giorno di apertura delle Olimpiadi di Atene 1896, la prima finale fu quella del salto triplo e James Connolly si classificò al primo posto con la misura di 13,71 metri diventando così il primo vincitore di una competizione olimpica. Si classificò inoltre secondo nel salto in alto e terzo nel salto in lungo. Ritornato a Boston fu accolto entusiasticamente dalla sua città e gli fu regalato anche un orologio. Nel 1900 cercherà di difendere a Parigi il titolo nel salto triplo vinto quattro anni prima ad Atene, ma l'impresa non gli riuscì. Ma lui non era solo un atleta ma anche uno scrittore. Dopo aver pubblicato il resoconto della Guerra Ispano-Americana a cui aveva partecipato in prima poersona come membro della 9° Fanteria Irlandese del Massachusetts, nel 1904 si presentò alla terza edizione dei giochi olimpici in qualità di giornalista. Trascorse poi diversi anni a bordo di vascelli, barche di ogni tipo e navi da guerra in navigazione in giro per il mondo e questo gli permise di scrivere di navigazione. In tutto pubblicò più di 200 racconti e 25 romanzi. Cercò anche per due volte di farsi eleggere tra le file del partito Progressista come membro del Congresso degli Stati Uniti, ma non ci riuscì. Nel 1948 ricevette in dono dall'università di Harvard un maglione sportivo in segno di riconoscenza; nel 1949 gli venne anche assegnato anche un dottorato onorario sempre da parte di Harvard ma lui rifiutò. Morì il 21 gennaio 1957 a New York all'età di 88 anni.

Curiosità di Atene 1896, la prima edizione delle Olimpiadi moderne

La prima edizione delle Olimpiadi moderne si svolse ad Atene tra il 6 e il 15 aprile del 1896. Gli atleti iscritti, tutti non professionisti e rigorosamente tutti maschi per volere di de Coubertin che voleva conservare la tradizione classica delle antiche olimpiadi, furono 249 di cui 168 greci e altri 81 (14 statunitensi) in rappresentanza di 13 paesi. Non ufficilcialmente partecipò a una gara di atletica anche una donna greca di umili origini, di nome Stamati Revithi; corse tra le altre cose da sola e gli fu impedito di completare il giro all'interno dello stadio. Le gare totali furono in tutto 43 suddivise in 9 discipline: atletica leggera, ciclismo, ginnastica, lotta, nuoto, scherma, sollevamento pesi, tennis e tiro.La premiazione era del tutto differente da quella attuale: solo il primo e secondo atleta venivano premiati. Inoltre non veniva assegnata la medaglia d'oro ma al primo classificato andava la medaglia d'argento e una corona d'ulivo, mentre al secondo una medaglia di bronzo e una corona d'alloro.

MEDAGLIERE OLIMPIADI ORO ARGENTO BRONZO TOTALE
1. Stati Uniti 11 7 2 20
2. Grecia 10 17 19 46
3. Germania 6 5 2 13
4. Francia 5 4 2 11
5. Gran Bretagna 2 3 2 7
6. Ungheria 2 1 3 6
7. Austria 2 1 2 5
8. Australia 2 0 0 2
9. Danimarca 1 2 3 6
10. Svizzera 1 2 0 3
11. Squadra mista 1 1 1 3

martedì 6 novembre 2007

Nils Liedholm

Ieri sera si è spento all'eta di 85 anni "il Barone" Nils Liedholm. Nato a Valdemarsvik (Svezia), l'8 ottobre 1922, dal 1942 al 1949 vive da protagonista sette edizioni del campionato svedese di calcio, vincendo due scudetti. Poi, passa al Milan, dove milita per ben dodici stagioni, fino al 1961, formando assieme a Nordhal e Gren il trio leggendario Gre-No-Li. In maglia rossonera colleziona ben 359 presenze in partite ufficiali segnando 81 gol e vincendo 4 Scudetti e 2 Coppe Latina. Con la sua nazionale, la Svezia, vince la medaglia d'oro alle Olimpiadi del 1948 e la medaglia d'argento ai Mondiali 1958. Nel 1963 il Barone diventa allenatore, guidando il Milan (dal 1963 al 1966, dal 1977 al 1979, dal 1984 al 1987, per un totale di 280 panchine) e Roma a più riprese oltre a Verona, Monza, Varese e Fiorentina. Il bilancio è di 2 scudetti, uno rossonero (quello della stella) e uno giallorosso. E' stato il primo allenatore ad applicare la marcatura a zona in Italia. E' considerato il giocatore svedese più forte di tutti i tempi (nella foto è riportato il francobollo svedese dedicato al "Barone").

Per ricordare l'ironia di cui era dotato e che lo rese uno dei personaggi più amati dai tifosi, ho deciso di riproporre alcuni dei siparietti di cui è stato protagonista. Il primo riguarda un fatto accaduto nel lontano gennaio 1985, quando sedeva sulla panchina dei rossoneri. Il Milan è a Roma per giocare contro la Lazio, ma poco prima di scendere in campo, con le distinte ufficiali delle formazioni già pronte, la partita è rinviata al giorno successivo a causa di una nevicata che ha reso il campo impraticale. Il giorno dopo tutta la squadra rossonera è convinta che l'allenatore riproponga la formazione del giorno prima. Ed è quello che sostanzialmente accade, ma c'è una novità: Virdis al posto di Incoccciati. Incocciati si azzarda a chiedere spiegazioni, "Mister ma perchè ieri ero in formazione e oggi no?!". "Ecco appunto - la risposta - tu già iocato ieri, oggi ioca Pietro che è più riposato... (fonte sito ufficiale dell'AC Milan).
Un altro siparietto curioso accade durante un'intervista in cui a un giornalista che gli chiede quale fosse stata la sua migliore partita giocata, il Barone risponde: "La miglior partita è stata la finale del '58 contro il Brasile".
"Ma signor Liedholm - ribatte il giornalista stupito - avete perso 5 a 2!". "Sì, ma io sono uscito sull'1 a 0 per noi".

Addio Nils, ci mancherai!!


lunedì 5 novembre 2007

La classifica delle 10 migliori esultanze nel calcio

L'adrenalina che scorre in corpo e il rumore della folla seduta sugli spalti, può spingere i calciatori a esultare in maniera molto divertente subito dopo che la palla è finita in rete. Per questo motivo il tabloid britannico "The Sun" ha cercato di stilare una classifica delle dieci migliori esultanze di sempre nella storia del calcio. Sul gradino più alto del podio è finita quella di Paul Gascogne che, dopo un goal alla Scozia agli Europei del 2006, ha mimato una bevuta con l'aiuto di Teddy Sheringham(vedi foto a sinistra). Al secondo posto ha piazzato l'esultanza di un altro calciatore terribile della Premier League, Eric Cantona, che nella stagione 96/97, dopo un bel gol in pallonetto al Sunderland rivolse uno sguardo suberbo alle tribune. Sul terzo gradino del podio sale la celebre e tanto cara agli italiani corsa con urlo di Marco Tardelli dopo il goal del due a zero alla Germania nella finale dei Mondiali del 1982 (vedi foto in alto a destra). Sempre tra le prime dieci esultanze troviamo poi quella di Craig Bellamy che mima un colpo di golf dopo una rete al Barcellona al Camp Nou, quella "robotica" di Peter Crouch, quella dell'ex bomber nerazzurro Jurgen Klinsmann che quando segnava era solito tuffarsi come in una piscina, quella del leggendario attacante camerunense Roger Milla che era solito fare un balletto attorno alla bandierina e quella dello sconosciuto giocatore argentino del Fulham, Facundo Sava, che indossava una maschera di Zorro.

Se vuoi vedere la classifica completa e la slideshow, clicca qui.

venerdì 2 novembre 2007

Vezzali, Granbassi e Trillini: il podio è ancora tutto azzurro.

Al Mondiali di scherma di San Pietroburgo del 2007, lo squadrone italiano del fioretto femminile ha compiuto un'altra incredibile impresa tingendo d'azzurro tutti e tre i gradini del podio come aveva fatto un'anno prima a Torino 2006. Rispetto a Torino è cambiato solo l'ordine del podio: oro a Valentina Vezzali, argento a Margherita Granbassi e bronzo per Giovanna Trillini (assieme all'ungherese Aida Mohamed; al Mondiale di scherma il bronzo viene assegnato a pari merito a entrambe gli atleti sconfitti in semifinale dal momento che la finale per il terzo e quarto posto non viene disputata).
Vincendo in finale contro la Granbassi per 11 stoccate a 8, la Vezzali ha così vinto il suo quinto titolo iridato, un’impresa riuscita solo a due uomini: il fiorettista bielorusso Romankov negli Anni ‘70 e il siberiano Podzniakov nella sciabola.
Il bronzo è, invece, andato all'eterna Giovanna Trillini che dopo ben 21 anni dal suo debutto nelle competizioni internazionali, ha dimostrato di essere ancora tra le migliori fiorettiste del mondo. Si è così confermata la tradizione vincente della scherma italiana.

domenica 9 settembre 2007

Howe: un salto d'argento!

Ai mondiali di Osaka del 2007, l'atleta azzurro conquista la medaglia d'argento nel salto in lungo tirando fuori dal cilindro, come solo i fuoriclasse sanno fare, un 8,47 al suo sesto e ultimo tentativo. Fino a quel momento la sua gara è stata a dir poco anonima: la sua misura migliore, l'8,20 ottenuto al quinto salto, gli regala un terzo posto provvisorio davanti all'ucraino Lukashevich e dietro all'americano Philips (8,30) e al panamense Saladino (8,46). Inizia l'ultima serie e Lukashevich strappa il terzo posto all'azzurro azzeccando un salto da 8,25; Howe risponde con un fantastico 8,47 che vale il nuovo primato italiano, ma soprattutto il momentaneo primo posto. Restano solo i salti di Philips e Saladino. L'americano non riesce a migliorarsi, mentre l'atleta panamense vola con un balzo a dir poco prodigioso a 8,57 stabilendo ovviamente il suo primato personale e conquistando la medaglia d'oro dopo una gara veramente emozionante.

Classifica finale
-Saladino (PAN) 8,57 m

-Howe (ITA) 8,47 m
-Philips (USA) 8,30 m
-Lukashevich (UKR) 8,25 m
-Mokoena (RSA) 8,19 m
-Beckford (JAM) 8,17 m
-Badji (SEN) 8,01 m

-Marzouq (KSA) 7,98 m
-Reif (GER) 7,95 m
-Pate (USA) 7,94 m
-Al Sabee (KSA) 7,84 m

-Quinley (USA) NM

La serie di salti di Howe che lo hanno portato a vincere la medaglia d'argendo ai mondiali di Osaka
1° Nullo
2° 8,13

3° Nullo
4° 8,12
5° 8,20
6° 8,47


giovedì 6 settembre 2007

Lorenzo Bernardi: il miglior giocatore di pallavolo del XX secolo

Lorenzo Bernardi
-11 agosto 1968 a Trento (Italia).
-Schiacciatore (Volley), m 1,99.
-Conta 306 presenze in nazionale (debutto in Italia Svezia 1-3 del 27/5/1987 valida per le qualificazioni agli Europei ad Espinho; ultima partita a Ferrara il 24/11/2001 all'All Star Game). Con la maglia azzurra ha vinto 2 Europei (1989, 1995), 2 Mondiali (1990, 1994), 3 World League e la Coppa del Mondo 1995.
-Ha giocato nel Marzola Trento (1981-84), nell'Americanino Padova (1984-85), nella Panini Modena (1985-89), nella Philips Modena (1989-90), nella Sisley Treviso (1990-2002), nell'Itas Grundig Trentino (2002-04), nell'Al Rayyan (Qatar, 2004-05), nella Lube Banca Marche Macerata (2004-05), nell'Olimpiakos Pireo (Grecia,2005-06), nella Marmi Lanza Verona (2005-07), Acqua Paradiso Gabeca Montichiari (2006-07), nell'Anaune Cles (Trento, 2007-08).
-Con le squadre ha vinto 9 volte il campionato italiano, 5 Coppe Italia, 3 Supercoppe Italiane, 4 Coppe Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 4 Coppe CEV, 2 Supercoppe Europee.
- Nella regular season di A1 ha giocato 373 partite realizzando 6473 punti (terzo in classifica generale), 661 muri vincenti e 357 ace in battuta; nei playoff ha giocato 105 partite realizzando 1952 punti (primo in classifica generale), 204 muri vincenti e 101 ace in battuta.

-Nel 2001 è stato eletto dalla FIVB miglior giocatore di pallavolo del XX secolo.


mercoledì 5 settembre 2007

Il goal annullato a Turone




E' il 10 maggio 1981. A Torino si gioca il match decisivo per le sorti del campionato: Juve-Roma. La partita è combattuta; la Roma deve vincere per recuperare il punto di svantaggio in classifica sui bianconeri, attacca ma non sfonda. Al 75 minuto, con la Juventus ridotta in 10 uomini, Pruzzo fa da torre a un pallone crossato dalla trequarti sul quale si getta Maurizio Turone che insacca. L'esultanza del giocatore della Roma viene subito strozzata dall' arbitro Bergamo che annulla il goal per la segnalazione di fuorigioco del guardalinee. Le immagini televisive non chiariscono pienamente la posizione del giocatore ma per molti il goal è regolare. Ancora oggi questo goal è oggetto di accese discussioni tra gli appassionati di calcio e di sospetti sulla regolarità degli arbitraggi. Per la vostra curiosità, il risultato finale è 0-0 e a fine campionato la Juventus si laurea Campione d'Italia con due punti di vantaggio sulla Roma.