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domenica 16 marzo 2008

La gara perfetta di Welkom, Sud Africa 18 aprile 2004


....Qualcosa di impensabile, anche per me. A fine gara, quando mi sono seduto a fianco della moto, ho stretto la testa tra le ginocchia e ho iniziato a ridere. Ridevo di cuore. Ridevo per l'incredibile sentimento di orgoglio, sollievo e felicità che mi aveva pervaso. E allora, mi dicevo, alla fine ho avuto ragione: ho fatto bene a lasciare la Honda.....

Valentino Rossi descrive così nel suo libro autobiografico "What if I never tried it" (Pensa se non ci avessi provato) i momenti subito dopo la vittoria di una delle più elettrizzanti gare di sempre che lo ha visto protagonista assieme al rivale Max Biaggi di una serie incredibile di sorpassi e contro sorpassi. Si corre a Welkon, Sud Africa e il pilota pesarese è al suo primo gran premio con la Yamaha dopo aver lasciato la più forte Honda, con cui ha vinto tre titoli consecutivi nelle stagioni precedenti. Biaggi invece ha fatto il percorso inverso: ha lasciato il team ufficiale della Yamaha per correre in un team satellite della Honda. Fin dai primi giri è battaglia vera: Rossi scatta davanti e tenta di allungare su Biaggi e Gibernau; solo il pilota romano riesce a mantenere il ritmo indiavolato del pilota della Yamaha e al quarto giro tenta il sorpasso ma il tentativo fallisce per dei piccoli errori. Gibernau cerca di approfittarne inserendosi tra i due, ma Biagi respinge l'attacco dello spagnolo e si riporta in scia degli scarichi del pilota di Tavullia. Al nono giro Biaggi tenta un nuovo sorpasso, ma Rossi pur disponendo di un mezzo inferiore per via dei cavalli del motore non molla e nella esse subito dopo si riporta di nuovo davanti. Solo Gibernau riesce a vederli ancora; a metà gara tutti gli altri hanno già accumulato distacchi pesantissimi. La gara prosegue: Biaggi, sfruttando il più possibile i rettilinei della pista per via dei cavalli in più della sua Honda, cerca di mettere il muso davanti al pesarese ogni volta che può; dal canto suo, Rossi cerca di resistere agli attacchi guidando al limite e facendo scodare la sua moto in tutte le curve del circuito per guadagnare metri. A quattro giri dalla fine dei 28 giri previsti, Max trova il varco giusto per superare per l'ennesima volta Valentino nel corso della gara, ma Rossi non è uno che che si arrende facilmente e così due giri dopo si riprende con prepotenza la prima posizione, posizione che riuscirà a mantenere fino alla fine della gara.

Ordine d'arrivo

1. Valentino Rossi Yamaha 43'50"218

2. Max Biaggi Honda a 0"210
3. Sete Gibernau
Honda a 18"667

4. Alex Barros Honda a 24"094
5. Nicky haiden Honda a 24"375
6. Loris Capirossi
Ducati a 28"855

7. Colkin Edwards Honda a 36"535
8. Makoto Tamada
Honda a 36"643
9. Norick Abe Yamaha a 39"284
10. Carlos Cecha
Yamaha a 43"806

11. Marco Melandri Yamaha a 432920
12. Shinya Nakano
Kawasaki a 56"028
13. John Hopkins
Suzuki a 56"558
14. Troy Bayliss
Ducati a 1'13"831
15. Shane Byrne
Aprilia a 1'22"206

lunedì 27 agosto 2007

L'argento dell'Italbasket alle Olimpiadi di Atene 2004

Una delle pagine più belle dell'Italbasket è stata sicuramente scritta alle Olimpiadi di Atene 2004. Nonostante fossero partiti con poche speranze di passare il girone di qualificazione, i cestisti azzurri allenati da Carlo Recalcati hanno saputo partita dopo partita, mostrando uno spirito di squadra e una grinta senza precedenti nello sport, ribaltare i pronostici e giungere in finale. Purtroppo non sono riusciti a superare l'ultimo ostacolo costituito dall'Argentina e all'Italia non è rimasto che ritirare una medaglia d'argento come 24 anni prima a Mosca; resta comunque un grande risultato visto quali erano le premesse della vigilia.
L'inizio non è dei più promettenti; nella partita di esordio contro la Nuova Zelanda, l'Italia, prima dilaga arrivando a ben 19 punti di vantaggio, ma poi dilapida e vince solo per una scivolata in attacco di un giocatore dei "Kiwi" a due secondi dalla fine che fa terminare il pallone fuori dal campo. Arrivano poi due sconfitte consecutive contro Serbia/Montenegro e Spagna; in entrambe le partite gli azzurri giocano praticamente punto a punto con gli avversari grazie a una grande difesa, ma le difficoltà in attacco gli condannano inerosabilmente alla sconfitta. Sembra andare tutto secondo le previsioni con l'Italia fuori dai giochi visto che dovrà affrontare nelle due sfide succesive Cina e Argentina sulla carta più forti. Ma è proprio contro la Cina di Yao Ming, stella dell' NBA, che si realizza il primo di una serie di miracoli che fa entrare di diritto nella leggenda questa squadra; Marconato cancella Yao Ming che chiude con soli nove punti, Chiagic e "Jack" Galanda con la sua formidabile carica agonistica fanno il resto. Il primo, con 14 punti nei primi 20 minuti, risulta essere fondamentale per distanziare la Cina che presenta enormi problemi in attacco, il secondo invece infila uno show personale nei tiri da tre punti che demoralizza definitivamente i cinesi; alla fine i suoi punti saranno 22 con un 6 su 8 dalla linea dei tre punti. A questo punto, dopo la netta affermazione contro la Cina per 89 a 52, il bilancio per la nazionale italiana è di due vittorie e due sconfitte e conquista così l'accesso ai quarti. Rimane ancora un'ultima sfida contro l'Argentina per tentare l'assalto al secondo posto del girone e l'impresa riesce grazie alla grande giornata di Pozzecco (17 punti), Radulovic (16) e Bulleri(16). Si passa così ai quarti dove l'Italia riesce ad avere la meglio per 83 a 70 sul temibile Portorico, vittorioso sul Dream Team statunitense nella fase a gironi, grazie alla verve di Basile, Bulleri e Pozzecco e approda così in semifinale dove se la vedranno con la fortissima Lituania, campione d'Europa in carica. Ai lituani non basta un immenso Macijauskas autore di ben 26 punti e il risultato finale è sorprendente; gli azzurri, dopo aver chiuso in svantaggio il primo quarto di 6 punti, non si demoralizzano e reagiscono alla grande trascinati dal carattere di Galanda, dalla stratosferica prestazione di Basile, autore di 31 punti con un incredibile 7 su 11 dalla linea dei tre punti e si impongono con il punteggio di 100 a 91. Fantastiche sono pure le prove di Pozzecco (17 punti e 4 triple) e di Marconato (6 punti e 13 rimbalzi). Italbasket realizza così la più grande impresa della sua storia sovvertendo ogni pronostico e conquistando la finale olimpica, come 24 anni prima era accaduto alle Olimpiadi di Mosca, ma, come allora è solo argento. Purtroppo le troppe conclusioni forzate, il problema dei falli accumulati già nel secondo quarto da Marconato e Chiacig e molto probabilmente l'aver speso gran parte delle energie fisico-nervose contro Portorico e Lituania e il conseguente senso di appagamento per la certezza del secondo posto possono spiegare una sconfitta contro l'Argentina di Ginobili e Sconocchini, che lascia un pò di amaro in bocca ma che non offusca per niente quanto di leggendario fatto da questa squadra di uomini veri! Grazie Italbasket per averci fatto sognare.
I Giocatori
Radulovic, Basile, Galanda, Soragna, Marconato, Pozzecco, Righetti, Rombaldoni, Bulleri, Mian, Chiacig, Garri.
L'allenatore
Carlo Recalcati

Risultati

-Fase a gironi:
Italia 71 - 69 Nuova Zelanda
Serbia e Montenegro 74 - 72 Italia
Italia 63 - 71 Spagna
Cina 52 - 89 Italia
Italia 76 - 75 Argentina

-Quarti di Finale
Italia 83 - 70 PortoRico
-Semifinale
Italia 100 - 91 Lituania
-Finale
Italia 69 - 84 Argentina